Foggiatura al tornio

L’uso di foggiare un vaso mediante una ruota, il cui meccanismo di movimento si è modificato nel corso dei secoli, risale alla metà del IV millennio a.C; fu impiegata per la prima volta in Mesopotamia e si diffuse in tutta l’Asia Minore; nel secondo millennio fu usata da vasai cretesi prima e da quelli greci poi. Nell’ottavo secolo a.C. si diffuse anche in Italia e da qui in tutto il bacino del Danubio.
Il tornio azionato dalla forza impressa dal piede, appare più tardi e fino ad oggi non ha subito sostanziali modifiche strutturali. Il tornio è costituito da due piani circolari fissati ad un asse centrale girevole.La ruota inferiore più ampia imprime un movimento rotatorio al disco superiore più piccolo, dove viene posta la palla d’argilla da foggiare; il movimento viene dato dalla spinta del piede del vasaio, o nei torni moderni dall’azione impressa di un motore elettrico.
Il tornio ha permesso al vasaio di migliorare e sviluppare la sua produzione e di soddisfare le esigenze sempre più crescenti della società in cui viveva. L’argilla che si utilizza per tornire deve essere accuratamente impastata e preparata in palle più o meno grandi, a seconda dell’oggetto che si vuole eseguire.
Il centraggio, prima fase della foggiatura, si esegue gettando con una forza la palla sulla girella; la mano sinistra appoggiata leggermente sul piano della girella, spinge la palla di creta verso il centro del disco, aiutata dalla mano destra che spinge in senso contrario; le braccia sono rigide specie il sinistro che è tenuto ben aderente al fianco dell’operatore.
Con la pressione della parte inferiore delle palme delle mani, si porta verso l’alto la massa d’argilla e si riporta poi in basso. Questa operazione serve sia ad amalgamare bene l’argilla, sia alla centratura .
L’apertura, fase successiva, si esegue con una delle dita che preme al centro della massa. Le mani sono sempre in posizione tale da mantenere la massa dell’argilla al centro della girella. Quando si sentono le mani asciutte bisogna bagnarle con acqua per aumentare così la plasticità e la duttilità della materia. Il sollevamento delle pareti si esegue con una leggera pressione di una mano all’interno, mentre l’altra è all’esterno del vaso.
Si ripete più volte questa operazione, iniziando dal fondo e salendo lentamente verso l’estremità. Bisogna agire con cautela bagnandosi le mani quando è necessario. È importante controllare sempre che il bordo sia uniforme.
Il vaso terminato si stacca dalla girella passando alla base un filo d’acciaio radente al piano della girella. Quando gli oggetti torniti hanno raggiunto una durezza tale da poter maneggiarli senza provocare deformazioni, devono essere rifiniti con utensili adatti e alla base va praticato, con uno strumento adatto, il piedino che servirà come punto d’appoggio, per evitare l’attaccatura dello smalto sul piano di cottura durante le fasi di cottura.